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“Usciamo, usciamo ad offrire a tutti la vita di Gesù Cristo. … preferisco una Chiesa accidentata, ferita e sporca per essere uscita per le strade, piuttosto che una Chiesa malata per la chiusura e la comodità di aggrapparsi alle proprie sicurezze. (….). più della paura di sbagliare spero che ci muova la paura di rinchiuderci nelle strutture che ci danno una falsa protezione”
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Pentecoste 2014

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domenica 8 giugno 2014

Pentecoste 2014PENTECOSTE 2014

Dalla Parola alla vita


Oggi è Pentecoste e la liturgia ambrosiana ci propone di meditare su questo passo del testamento di Gesù, il suo discorso ai discepoli durante l’Ultima cena. Pentecoste ci dona lo Spirito effuso sugli apostoli la sera di quel giorno, quando «venne all’improvviso come rombo di tuono, come vento gagliardo, come lingue di fuoco» (cfr Atti 2,1-3); è quello Spirito che ha reso gli apostoli – e noi dopo di loro – capaci di mettere in pratica le parole dell’Ultima cena. È lo Spirito che ha aiutato gli apostoli – e oggi aiuta noi – ad amare, come Gesù ha chiesto, e a osservare il suo comandamento: «Ama Dio con tutto te stesso e il tuo prossimo come te stesso» (Luca 10,27). Per questo Gesù lo chiama “Paraclito”, “Consolatore”: lo Spirito Santo, lo Spirito stesso di Dio ci custodirà, ci accompagnerà sempre, ogni giorno, per darci fiducia e coraggio, per sostenerci nell’arduo e splendido cammino dell’amore, che ogni giorno chiede un passo nuovo, un gesto nuovo: l’amore non conosce la parola «Basta!».

Se vuoi una vita piena d’amore e di gioia, comincia oggi ad amare e a donare gioia; se un giorno vorrai essere perdonato, comincia oggi a perdonare. Pentecoste diede agli apostoli – e dona oggi anche a noi – il coraggio e la forza; rese loro e rende noi capaci di vivere la legge dell’amore, la regola d’oro che Gesù ci ha insegnato: «Amatevi gli uni gli altri come io ho amato voi» (Giovanni 13,34); «Ciò che volete gli uomini facciano a voi, anche voi fatelo a loro» (Matteo 7,12). È la legge della verità, della quale Gesù aveva parlato agli apostoli: «Il Verbo si fece carne […] viene dal Padre, pieno di grazia e di verità» (Giovanni 1,14). Gesù è la verità e Pentecoste ce lo dona: «Gli disse Tommaso: “Signore, non sappiamo dove vai, come possiamo conoscere la via?”.

Gli disse Gesù: “Io sono la via, la verità e la vita» (Giovanni 14,5). Gli apostoli compresero che la via della verità è Gesù stesso e dal giorno di Pentecoste divennero suoi coraggiosi testimoni nel mondo. Anche oggi Pentecoste ci ricorda che solo Gesù è la verità e lo Spirito Santo ci aiuta e ci rende sicuri che, vivendo come lui e insegnando ciò che lui ci dice, non sbagliamo né inganniamo: «In nessun altro c’è salvezza», dissero Pietro e Giovanni ai capi del popolo, stupiti dal loro coraggio: «Non vi è sotto il cielo, altro nome dato agli uomini, nel quale possiamo essere salvati, se non quello di Gesù» (Atti 4,12). Oggi questo Spirito di verità è donato a noi e ci rende sicuri che annunciando Gesù doniamo agli uomini l’unica strada sicura per la felicità cui tutti aneliamo, perché «il frutto dello Spirito è amore, gioia, pace, magnanimità, benevolenza, bontà, fedeltà, dominio di sé» (Galati 5,22). Possiamo allora capire perché Gesù ci dona lo Spirito.

Esso ci permette di conoscere in verità il volto di Dio e di testimoniarlo, di vivere come lui: «Imparate da me e troverete ristoro, gioia» (Matteo 11,29). Possiamo riuscirci, perché Pentecoste ci dona lo Spirito stesso di Dio, che non ci abbandona: «Il mio Spirito rimane presso di voi e in voi. Non vi lascio orfani» (Giovanni 14,17-18).